Oggi raccontiamo un’esperienza che ci ha ricordato il valore inestimabile delle nostre radici: il laboratorio di lettura “Storie di paura e is animeddas” tenuto dallo sportello linguistico di lingua sarda in collaborazione con le biblioteche di Nuragus e Genoni.
In un mondo sempre più connesso e globalizzato, è fondamentale per i nostri alunni imparare a navigare tra le culture del mondo, ma non dobbiamo mai dimenticare che la bussola più affidabile si trova nella nostra storia e nelle nostre tradizioni.
L’importanza dell’apertura all’extra-scuola
Il laboratorio è stato un momento di preziosa apertura verso l’extra-scuola, dove, con modalità e linguaggi differenti da quelli strettamente scolastici, i bambini sono stati educati all’ascolto. Spesso, sono proprio le voci esterne — quelle dei narratori, dei bibliotecari, degli esperti culturali — a fare breccia in modo nuovo e inaspettato, stimolando una partecipazione più profonda e un dialogo vivo.

Ris-coprire Is Animeddas
L’intervento si è concentrato sull’importanza di parlare della nostra cultura e delle pratiche legate alla festività dei morti nella tradizione locale. Questo focus ha permesso di contestualizzare storicamente la tradizione de “Is animeddas” in modo distinto dalla celebrazione di Halloween, pur riconoscendone le risonanze tematiche universali.
Abbiamo appreso che l’usanza di mascherarsi, con vesti ricavate da pelli di animali, era un rito di protezione, un gesto ancestrale per difendersi dalle anime che si riteneva vagassero la sera del 31 ottobre.
Ed è qui che l’approccio delle relatrici ha fatto la differenza: la sessione non è stata una lezione frontale, ma un vero e proprio dialogo aperto. Invece di limitarsi a spiegare, l’esperta di lingua sarda, Marcella, ha saputo cogliere gli input dei bambini, trasformando la loro curiosità in apprendimento attivo.
Un momento particolarmente significativo è stato quando un bambino, particolarmente spontaneo e desideroso di condividere le sue conoscenze, è stato invitato a diventare un “assistente” temporaneo. Chiamato a parlare direttamente in sardo, ha potuto valorizzare la sua competenza linguistica e la sua spontanea voglia di condivisione, portando il suo vissuto personale a servizio dell’intero gruppo. Questo gesto ha incarnato il principio della didattica inclusiva e della valorizzazione del plurilinguismo, dimostrando che la cultura e la lingua locale sono risorse vive e non oggetti di studio passivo.
Un viaggio tra linguaggi ed emozioni
Il percorso di lettura è stato un vero e proprio viaggio:
- Radici e mitologia: il libro “Janas, cogas, mommotti e altri esseri fantastici della Sardegna” è stato il punto di partenza. L’approccio era estremamente dialogato, valorizzando il bagaglio di conoscenze che i bambini già possedevano su queste figure fantastiche. Un modo per dire: la vostra storia è importante e merita di essere raccontata.
- Tensione e divertimento: La lettura è poi passata a un racconto internazionale, tradotto e narrato in lingua sarda dalla responsabile dello sportello linguistico, in cui diversi animali escono nella notte del 31 alla ricerca di dolcetti, in un crescendo di tensione. Il finale, con la comparsa inaspettata dell’aye aye, ha scatenato il coinvolgimento e il divertimento dei piccoli ascoltatori. Questo momento ha permesso di connettere la nostra tradizione sarda con le narrazioni globali, mostrando come le emozioni e i temi si ritrovino in ogni cultura.

- Calma e Silenzio: per chiudere, un racconto della buonanotte, “ti leggerò una storia”, ha riportato la calma, lasciando i bambini sospesi in un silenzio attento fino all’ultima parola. Un esercizio di pura concentrazione e abbandono emotivo.
🌟 Conclusioni: l’ancora della cultura nel mare del Mondo
Questo laboratorio ha dimostrato che conoscere le altre culture nel mondo globalizzato non deve significare dimenticare la propria. Anzi, la conoscenza profonda della nostra storia e delle nostre tradizioni è l’ancora che ci permette di apprezzare e comprendere meglio la ricchezza delle culture altrui.
La nostra cultura di appartenenza è un tesoro di valori, conoscenze ed emozioni, e momenti come questo, che portano la lingua sarda, le sue storie e i suoi riti in dialogo con il mondo, sono essenziali per far crescere i nostri alunni come cittadini consapevoli, radicati e aperti.
Ringraziamo di cuore Marcella, Valentina e Luisella per averci regalato un viaggio prezioso nel nostro passato, nella fantasia, nelle conoscenze e nelle emozioni!
Call to Action
E a voi, cari colleghi, genitori, appassionati di libri, quali storie vengono in mente?
