Attività del 14/11/2025
Docenti: Simona Ilot
Discipline e obiettivi. Obiettivi linguistici: consolidamento e uso delle preposizioni di luogo in inglese (in, on, beside, behind, in front of, near, between, under), sviluppo della produzione scritta di frasi semplici e coerenti in lingua inglese.
Obiettivi digitali e di pensiero critico: comprensione del concetto di prompt (istruzione) per interagire efficacemente con l’IA, sviluppo della capacità di valutazione critica dell’output generato dall’IA (testo e immagini), uso dell’IA come strumento per la creazione di contenuti didattici (storybook illustrati).
Obiettivi sociali e collaborativi: promozione del lavoro di gruppo e della negoziazione dei ruoli (responsabile Chromebook e scrittura, responsabile storia e messaggero).
📝 Fase 1: organizzazione dei gruppi e la sfida del prompt
Abbiamo iniziato utilizzando Gemini per dividere i 10 bambini presenti oggi in classe in tre gruppi: due da 3 bambini e uno da 4, usando i numeri da 1 a 10 precedentemente assegnati.
- Il primo prompt: i bambini hanno suggerito di chiedere: “puoi creare 3 gruppi di bambini due di 3 bambini e uno di quattro usando i numeri da 1 a 10”.
- Analisi del risultato: Gemini ha creato i gruppi in sequenza (1, 2, 3 / 4, 5, 6 / 7, 8, 9, 10), mancando di casualità.
- Revisione del prompt: i bambini hanno notato l’assenza della casualità e hanno suggerito un nuovo prompt: “chiedigli di mischiarci”. questo passaggio è stato cruciale per riflettere sull’importanza della precisione nell’interazione con l’IA.
- L’assegnazione dei ruoli: anche l’assegnazione dei ruoli (responsabile Chromebook e scrittura, responsabile storia e messaggero) è stata chiesta a gemini. ottenuti i ruoli, l’insegnante ha spiegato che laddove ci fosse accordo all’interno del gruppo, i bambini si potevano scambiare le mansioni. In questo modo si è messo l’accento sul ruolo dell’IA come facilitatore di processi, che possono comunque essere sempre rimessi in discussione dall’intervento e dalla volontà umana.

💡 fase 2: ideazione della storia e scrittura
Dopo aver mostrato un esempio di storybook “Pip and the Box“, realizzato in precedenza dall’insegnante, l’attività è stata presentata: ogni gruppo doveva scrivere una storia di 8 frasi utilizzando le preposizioni che stiamo imparando.
- Struttura della storia: ogni gruppo doveva scegliere un animale, un oggetto principale e un oggetto secondario , e poi creare 8 frasi in inglese, usando una preposizione di luogo diversa per ciascuna.
- Il lavoro collaborativo: i gruppi si sono dedicati a completare lo schema, creando le frasi che posizionavano l’animale rispetto all’oggetto principale.

🖼️ fase 3: creazione automatica dello storybook
Completato lo schema, la maestra ha copiato e incollato le frasi nel prompt di Gemini nel suo account, chiedendo di creare un libro illustrato. L’obiettivo era produrre un’immagine per ogni frase.
- Condivisione e lettura: l’insegnante ha prima controllato il risultato e poi lo ha proiettato sulla lim. i bambini hanno letto e ascoltato in inglese la propria storia, osservando le immagini generate. Questa applicazione crea anche un file audio, permettendo l’ascolto immediato della storia generata.
- L’entusiasmo: la realizzazione del proprio libro illustrato in pochi istanti ha motivato i gruppi e creato un senso di realizzazione.

🧐 fase 4: valutazione critica dell’output
La fase successiva è stata la valutazione delle immagini create dall’IA.
- Analisi degli errori: sebbene l’IA abbia interpretato correttamente la maggior parte delle immagini, sono stati riscontrati alcuni pattern di errore. Ad esempio, l’IA non sapeva bene come interpretare un animale sotto una scatola.
- Miglioramento del prompt: la maestra ha usato questi errori come spunto per una discussione, chiedendo ai bambini quali istruzioni (prompt) avrebbero potuto scrivere per migliorare la rappresentazione visiva, trasformando così l’errore in un momento di apprendimento attivo.

✅ Conclusioni
L’attività si è conclusa con una valutazione tramite mentimeter. L’opinione comune è stata che l’uso dell’IA è percepito come molto positivo, ma che al contempo è necessario riconoscere che l’IA qualche volta sbaglia e richiede la supervisione e la correzione umana. Questa consapevolezza rafforza il ruolo critico dello studente nell’era digitale.

