Attività del 23/01/2026
- obiettivi disciplinari (inglese): consolidare l’uso dei modali can e can’t; padroneggiare le preposizioni di luogo (es. the cat is in the box); arricchire il lessico relativo ai cibi; saper esprimere preferenze con like e don’t like in tutte le persone verbali.
- obiettivi trasversali: potenziare la cittadinanza digitale attraverso l’uso critico degli strumenti tecnologici; sviluppare il pensiero critico analizzando i limiti dell’intelligenza artificiale; promuovere l’autovalutazione e la resilienza di fronte all’errore.
La progettazione: l’insegnante al comando
Il punto di partenza è stato il Gem di Gemini, istruito per trasformarsi in un tutor per la creazione di esercitazioni interattive. L’IA purtroppo non è ancora una forma di magia che legge nel pensiero, si tratta di uno strumento potente che richiede la mente di una persona esperta per funzionare correttamente.
La realizzazione di questa prova ha richiesto numerosi passaggi di revisione e correzione del codice. L’insegnante ha dovuto guidare la macchina passo dopo passo affinché l’esercitazione fosse coerente con il programma svolto e includesse diverse abilità: listening (ascolto), reading and writing (lettura e scrittura) e una sezione dedicata al funzionamento della lingua.
Quando l’errore dell’IA diventa lezione
Un momento molto interessante si è verificato durante la scelta delle immagini. L’intelligenza artificiale ha dichiarato di non trovare un’emoji specifica per la gomma (rubber), decidendo di sostituirla con una saponetta. Invece di correggere subito il bug, ho scelto di lasciarlo per suscitare la critica degli alunni.
In classe i bambini hanno subito individuato l’anomalia, comprendendo che la tecnologia può sbagliare. Ho quindi risolto il problema chiedendo al Gem di disegnare, tramite codice, un rettangolo diviso in due, colorato per metà di rosa e per metà di blu. Questa soluzione creativa ha dimostrato ai bambini come il problem solving umano sia ancora superiore all’automazione.
Feedback immediato e il valore del voto

L’esercitazione è stata programmata per fornire un quadro completo a fine esecuzione:
- elenco delle risposte esatte e di quelle sbagliate;
- visualizzazione della risposta corretta a fianco dell’errore;
- calcolo della percentuale di successo e un giudizio corrispondente.
Questa trasparenza mi ha permesso di spiegare alla classe che la valutazione non dipende da una singola prova digitale: il giudizio finale nasce da un insieme di osservazioni, dati raccolti nel tempo e impegno quotidiano. La struttura dell’esercizio ha invogliato i bambini a riprovarci, tutti hanno chiesto di poter ripetere l’esercizio più volte, motivati dal desiderio di arrivare al 100 per 100 per pura soddisfazione personale.

