Sperimentando l’educazione nonviolenta.
Attività del 10/02/2026
Obiettivi didattici
Educazione Civica e Relazionale:
- Costruzione del sé: sviluppare la consapevolezza del proprio corpo e del proprio respiro come strumenti di benessere e calma.
- Rispetto delle regole condivise: comprendere e interiorizzare il valore del silenzio e dell’ascolto come forma di rispetto per il lavoro altrui.
- Cultura della Pace: sperimentare modalità nonviolente di confronto e gestione del disaccordo attraverso il dialogo e l’argomentazione.
Area Linguistico-Espressiva:
- Ascolto e Comprensione: comprendere testi narrativi complessi, sapendo cogliere sfumature emotive e dettagli descrittivi.
- Produzione Orale: esporre le proprie idee in modo chiaro, portando esempi tratti dalla propria esperienza personale per sostenere una tesi.
- Rappresentazione Corporea: utilizzare il linguaggio non verbale per esprimere sensazioni e stati d’animo evocati dalla narrazione.
Competenze trasversali (Soft Skills)
- Competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare
- Competenza in materia di cittadinanza
- Competenza alfabetica funzionale
- Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturale
Il contesto
Entrare in una pluriclasse 1^-5^ significa confrontarsi ogni giorno con ritmi e bisogni diversi.
Quest’anno, il nostro plesso di Nuragus ha intrapreso un cammino ambizioso: il progetto “Il Giardino della Pace”. Se in autunno ci siamo dedicati alla preparazione del terreno, e a coltivare i fiori della pace nella nostra fantasia (clicca qui per l’articolo dedicato), l’inverno rappresenta per noi la fase de “Il seme nel silenzio”. In questo periodo di riposo vegetativo, le attività si spostano indoor per coltivare ciò che è meno visibile ma fondamentale: la consapevolezza di sé e la cura della relazione.
È in questo macro-contesto che ho inserito un’attività specifica di ascolto e posizionamento, mettendo a frutto i preziosi spunti ricevuti durante i corsi di formazione della rete Edumana, in particolare rielaborando alcune attività proposte durante uno degli incontri del percorso di formazione gratuito “Formare alla pace con la pace, strategie e pratiche di Nonviolenza nella Scuola di oggi”, rivolto a docenti di ogni ordine e grado.
L’obiettivo non era solo “fare qualcosa insieme”, ma rispondere a un bisogno formativo concreto: creare un ambiente di collaborazione, rispetto reciproco e ascolto profondo in un gruppo che si conosce da poco. In altre parole, preparare il “terreno relazionale” della classe, affinché sia pronto ad accogliere la fioritura primaverile.
Il percorso: dalla visualizzazione al posizionamento
L’attività è stata strutturata in due fasi distinte, pensate per portare i bambini da una dimensione individuale a una collettiva.
1. La narrazione e l’ascolto di sé
Abbiamo iniziato con un momento di rilassamento e narrazione, introdotto sottolineando l’importanza dell’ascolto e del rispetto dell’altro. L’attività era libera: chi voleva poteva non partecipare, ma la regola condivisa per chi decideva di aderire era il silenzio assoluto, senza parole né rumori, per rispettare il viaggio narrativo di ciascuno.
Sulle note di una musica dei nativi americani e suoni della natura, ho letto il testo con voce calma, inserendo ampie pause. Questo ha permesso ai bambini non solo di immaginare, ma di esprimere e rappresentare la narrazione con il proprio corpo. Il testo guidava i bambini attraverso un percorso preciso: partiva dal respiro e dalla consapevolezza corporea, per poi aprirsi gradualmente verso l’esterno, fino ad arrivare allo sguardo verso l’altro. Un sorriso, un cenno del capo per dire silenziosamente ai compagni: “Ti vedo, sono contento che tu sia qui”.
Anche gli alunni solitamente più movimentati hanno mostrato una concentrazione sorprendente. Al termine, in cerchio, abbiamo lasciato spazio alla condivisione. Le bambine e i bambini erano impazienti di raccontare come si erano sentiti! Ognuno aveva visualizzato scene diverse, aggiungendo particolari personali alla narrazione comune.
- Le emozioni: Interpellati su come si sentissero, i bambini hanno riportato parole come calma, tranquillità, rilassatezza e serenità.

2. Il gioco del posizionamento: sostenere e cambiare le proprie idee
Nella seconda parte, siamo passati a una metodologia attiva: il posizionamento. Ho proposto alcune affermazioni su cui riflettere e prendere posizione fisicamente nello spazio, predisponendo lo spazio del sì, del no e del “devo ancora maturare un’idea a riguardo”
Alcuni esempi:
- “Se vedo due amici litigare, faccio finta di niente e me ne vado.”
- “Se a un bambino piace il rosa, è un bambino strano.”
- “Le bambine possono essere forti e coraggiose.”
I bambini hanno ragionato, argomentato e, cosa fondamentale, hanno saputo cambiare idea ascoltando le ragioni degli altri.
Un momento significativo ha visto protagonista un bambino di prima. Per sostenere che le bambine possono essere forti e coraggiose, ha portato il suo esempio quotidiano: “Certo che sono forti e coraggiose! Io di notte, quando ho sete, mi faccio accompagnare da mia sorella di tre anni nel buio a prendere l’acqua”. Un’osservazione semplice che ha dato concretezza a un concetto astratto.

Riflessioni sulla criticità: l’ascolto
Se devo indicare una criticità, è stata la fatica nell’ascoltare le argomentazioni dei compagni senza interrompere. Tuttavia, questo non è stato un fallimento, ma la conferma che l’attività fosse necessaria: è proprio per migliorare l’ascolto dell’altro che abbiamo scelto di investire tempo in questo percorso.
Consigli pratici
- Gestione dei tempi: in una pluriclasse, lasciate che i piccoli parlino per primi nella fase di visualizzazione, per evitare che vengano troppo influenzati dai ragionamenti più complessi dei grandi.
- L’importanza del cerchio: non sottovalutate la disposizione spaziale; vedersi tutti in faccia è la base per il rispetto del turno di parola.
- Replicabilità: è un’attività che i bambini hanno già chiesto di rifare. Il mio consiglio è di riproporla variando i testi, mantenendo però fissa la struttura per creare una “routine dell’ascolto”.
Verso la Primavera: i frutti della relazione
Questa attività indoor è solo un tassello del nostro “Giardino della Pace”. Mentre aspettiamo che la natura si risvegli, continuiamo a lavorare sulla trasformazione positiva dei conflitti. Presto torneremo all’aperto: il giardino diventerà il laboratorio pratico in cui trasformare il rispetto coltivato in aula in azioni concrete di cura per l’ambiente, per i compagni e per l’altro da sé in generale, allargando lo sguardo al mondo intero.
Ringraziamenti
Un ringraziamento va alla rete Edumana, che si occupa di promuovere l’educazione nonviolenta nelle scuole. I loro incontri formativi sono per noi docenti un prezioso luogo di confronto dove trovare risposte creative a problemi educativi comuni. (Per approfondire, visita il sito.)
E voi, come lavorate sulla coesione del gruppo classe? Avete mai sperimentato il gioco del posizionamento? Raccontatemi la vostra esperienza nei commenti!
