Attività del 13/03/2026
Docenti: Ornella Loi, Patrizia Floris, Federica Ibba.
Obiettivi e competenze
Italiano (Scrittura e Riflessione)
- Scrittura creativa e collaborativa: produrre testi semplici e coerenti partendo da un brainstorming collettivo, utilizzando strumenti di scrittura digitale condivisa.
- Rielaborazione di testi: comprendere il senso profondo di un testo poetico (denuncia sociale e nostalgia in Nanneddu Meu) e saperne ribaltare il punto di vista per scopi comunicativi diversi.
- Lessico: arricchire il vocabolario relativo ai temi dei diritti, della pace e del progresso scientifico.
Musica (Ascolto e Composizione)
- Senso del ritmo e metrica: riconoscere la struttura metrica di un brano tradizionale e adattare nuove parole rispettando accenti e scansione ritmica.
- Educazione all’ascolto: riconoscere la carica emotiva di un brano musicale e collegarla al contesto storico-sociale di origine.
Educazione Civica (Cittadinanza e Digitale)
- Cittadinanza attiva: riflettere sull’evoluzione dei diritti umani e della qualità della vita, maturando un atteggiamento propositivo verso il futuro.
- Consapevolezza digitale (IA): sperimentare l’uso dell’Intelligenza Artificiale come strumento di supporto alla creatività, comprendendo la differenza tra l’apporto umano (idee, valori) e quello tecnologico (forma, editing).
- Netiquette: praticare il rispetto e la collaborazione costruttiva all’interno di un ambiente digitale condiviso (Google Docs).
Competenze trasversali (Soft Skills)
- Competenza sociale e civica: gestire i conflitti durante il lavoro di gruppo attraverso la mediazione e l’ascolto attivo, riconoscendo il valore di ogni contributo.
- Imparare a imparare: trasformare un ostacolo (l’errore nella scrittura o il “dispetto” digitale) in un’occasione di riflessione e miglioramento del processo.
- Pensiero critico: mettere in discussione stereotipi sul passato e sul presente attraverso il gioco del posizionamento e il dialogo.
Introduzione
Esiste un canto, in Sardegna, che tocca le corde più profonde dell’anima: Nanneddu Meu. È una poesia carica di significato, scritta a fine ‘800 dal poeta Peppino Mereu e indirizzata al suo amico medico, Nanneddu. In quei versi, Mereu denunciala fame, la miseria e le ingiustizie che affliggevano l’isola in quel periodo. È un testo che esprime dolore ma che, allo stesso tempo, trasuda una certa rassegnazione per un mondo “malato” e una nostalgia per un passato ideale che non tornerà. Abbiamo ascoltato, analizzato e cantato insieme questo brano durante alcune lezioni precedenti di musica. Questa attività si inserisce infatti in un percorso di Educazione Civica più ampio, “La musica dei diritti”.

Questa volta, con la nostra classe 4ª primaria di Nuragus, ci siamo chiesti: possiamo andare oltre la rassegnazione?
Il mondo di ieri vs il mondo di oggi: un cerchio di dialogo
Siamo partiti da una domanda provocatoria, posta nel nostro cerchio del dialogo: “Siamo sicuri che il mondo di una volta fosse in tutto e per tutto migliore di quello attuale?”.
Le bambine e i bambini hanno risposto con una lucidità disarmante:
- “Maestra, le medicine! Prima non c’erano e si moriva di più”.
- “Prima le maestre picchiavano i bambini a scuola!”.
- “I bambini poveri non potevano studiare perché dovevano lavorare a casa”.
In pochi minuti, hanno smontato il mito dell’ “età dell’oro”, riconoscendo i passi avanti della ricerca e dei diritti. Da qui, il salto è stato naturale: se abbiamo migliorato queste cose, possiamo migliorare anche il resto?.
La relazione educativa come terreno fertile
Con i bambini è possibile toccare temi così profondi, e farlo in classe contribuisce a rafforzare la relazione educativa esclusiva che esiste tra docenti e alunn*, che è allo stesso tempo presupposto e valore aggiunto in attività come queste.
Davanti ai naturali conflitti che emergono crescendo, la nostra scelta è sempre stata quella della mediazione: non cerchiamo colpevoli o “cattivi”, ma cerchiamo il dialogo. Abbiamo insegnato ai bambini che l’errore non è un fallimento, ma il motore della crescita. È proprio questa base di sicurezza emotiva che permette di svolgere attività così sfidanti: le bambine e i bambini sanno di poter esprimere opinioni forti senza essere giudicati, sentendosi liberi di esplorare il proprio pensiero critico in un porto sicuro.
Mettersi in gioco con il posizionamento
Per non limitarci alle parole e “scaldare i motori” della scrittura, abbiamo utilizzato la metodologia del posizionamento. Abbiamo creato tre aree in aula: il “Sì”, il “No” e il “Devo ancora maturare un’idea”. I bambini dovevano fisicamente spostarsi nello spazio in base ad affermazioni come:
- “Essere forti significa farsi ubbidire con la paura”.
- “La pace è solo un sogno impossibile, l’uomo litigherà sempre”.
- “La natura è al servizio dell’uomo: possiamo usarla e sporcarla come vogliamo”.
Questa attività è stata una vera tempesta di idee (brainstorming), permettendo a ciascuno di argomentare e, talvolta, di cambiare idea ascoltando i compagni.
Scrittura collaborativa
Siamo poi passati alla fase operativa. Divisi in piccoli gruppi cooperativi da tre, gli alunni hanno condiviso un documento Google per scrivere il testo della loro nuova canzone.

Non è stato facile! Abbiamo incontrato due grandi sfide:
- Dall’idea alla penna: passare da concetti complessi a frasi scritte è faticoso. Molti si fermavano a slogan come “Stop guerra!”, nonostante avessero espresso pensieri profondi poco prima.
- La gestione del file condiviso: “Mi hai cancellato la riga!”, “Cosa scrivi?”. Qui la nostra mediazione è stata fondamentale per insegnare che collaborare significa rispettare il pensiero altrui senza giudizio.
Il tocco finale: l’Intelligenza Artificiale come editor
Per dare una forma poetica ai loro pensieri, abbiamo chiesto aiuto a Gemini. Abbiamo affidato all’IA i testi originali prodotti dai bambini, chiedendo di armonizzarli mantenendo fedelmente le loro idee ma adattandoli alla metrica di Nanneddu Meu.

Il risultato? Una canzone che è un inno alla speranza. Sentire i bambini sussultare di gioia nel riconoscere la propria frase trasformata in rima è stato il momento più alto del progetto: la tecnologia che dà valore al lavoro manuale e intellettuale.
Consigli pratici
- Gestite la frustrazione digitale: insegnare a condividere un documento significa gestire piccoli conflitti. È normale! Usateli per parlare di Netiquette e rispetto.
- Il valore del silenzio: dopo il gioco dinamico del posizionamento, serve un momento di silenzio per “depositare” le idee prima di scrivere.
- L’IA come alleata, non come sostituta: mostrate ai bambini che l’IA ha solo “confezionato” il regalo, ma il contenuto prezioso lo hanno creato loro con il loro cuore e la loro mente.
Ringraziamenti e ispirazione
Questo percorso non sarebbe stato lo stesso senza il prezioso supporto della Rete Edumana. Desidero ringraziarli sentitamente per l’opportunità formativa che hanno offerto a noi docenti quest’anno, sia attraverso i corsi online che nei gruppi di lavoro e ricerca.
Tutta questa attività trae spunto e si ispira ai principi della nonviolenza. Dalla gestione del conflitto in classe alla scelta di trasformare una poesia di denuncia in un inno proattivo, il nostro obiettivo è stato quello di mettere in pratica quegli strumenti di pace e dialogo che Edumana promuove con tanta passione. Grazie per aiutarci a rendere la scuola un luogo dove si impara a costruire, insieme, un mondo migliore.
La nostra canzone per un mondo migliore
Nanneddu, in questo mondo vogliamo solo pace,
la guerra è un buio fondo che a noi non ci piace.
Che ognuno abbia un letto, il cibo ed un lavoro,
con dignità e rispetto: questo è il nostro tesoro.
C’è chi non ha la doccia o un tetto sulla testa,
il cuore ci si agghiaccia e il pianto ci resta.
Ma chi si crede forte è debole nel cuore,
se semina la morte, la fame ed il dolore.
Basta con i cannoni, con bombe e con lamenti,
siamo persone buone, non siamo indifferenti.
La terra va protetta, la vita è nella pianta,
chi inquina va di fretta e il mondo si schianta.
E chi picchia un cagnolino o un povero animale,
merita il suo destino: chi fa del male, ha male.
Basta coi carri armati, vogliamo un mondo nuovo,
per i bimbi sfortunati io la speranza trovo.
Fermiamo ogni violenza su donne e sui bambini,
con amore e sapienza saremo più vicini.
Questa è la prima risposta, dovremo ancora dialogare. Notate qualcosa che vorreste cambiare? Scrivetelo nei commenti!

