Oltre il codice: l’autovalutazione come bussola nel pensiero computazionale


Bentornati nel nostro diario di bordo dedicato alla didattica attiva! Dopo aver esplorato le potenzialità creative del coding e della musica, questa settimana abbiamo deciso di fermarci e riflettere. Con gli Smart Kids, abbiamo affrontato in modo più approfondito la sfida dell’autovalutazione.

Il punto d’arrivo è il punto di partenza

Per capire a che punto eravamo nel percorso di coding e pensiero computazionale, abbiamo utilizzato Mentimeter. Attraverso dei sondaggi in tempo reale, i bambini hanno espresso le loro opinioni su tre fronti:

  1. Cosa so fare: Dalla nuvola di parole è emerso chiaramente che inserire personaggi, sfondi e comporre codice sono ormai azioni familiari.
  2. Le difficoltà: Molti hanno ammesso che correggere i “bug” e programmare il cambio di sfondo rimangono le sfide più ostiche.
  3. Il futuro: I desideri spaziano dal creare gare di danza a simulazioni di partite di calcio o lezioni scolastiche digitali.

Tutti hanno confermato un gradimento altissimo per lo strumento, apprezzando la possibilità di personalizzare e “mettere cose fantastiche” nei loro progetti.

Il momento dell’autovalutazione con Mentimeter

Dalle parole ai fatti: l’autoverifica individuale

Dopo la teoria, siamo passati alla pratica con una domanda chiave: “So veramente fare ciò che penso di saper fare?”. Ogni alunno ha lavorato individualmente per impostare l’idea proposta su Mentimeter, cercando di applicare le competenze dichiarate: inserimento e personalizzazione di sprite e sfondi, gestione dei movimenti e cambio di costumi.

È stato un momento di grande verità. Molti bambini si sono resi conto di essere stati “troppo generosi” nella fase di autovalutazione iniziale. Si sono accorti che alcuni passaggi, dati per scontati, richiedevano ancora la guida della docente o un ripasso dei concetti base. Questo non è stato vissuto come un fallimento, ma come un esercizio di metariflessione: imparare a conoscere i propri limiti è il primo passo per superarli.

Oltre la consegna: creatività e nuove funzioni

Nonostante le piccole difficoltà, il clima di benessere ha spinto molti a osare. Supportati dalle docenti, alcuni hanno inserito dialoghi complessi (gestendo i tempi di attesa per l’alternanza delle battute) e hanno recuperato funzioni esplorate negli anni passati, come il text-to-speech (sintesi vocale), già incontrato in progetti di lingua inglese.

I risultati sono stati incredibilmente vari e specchio dei loro interessi reali:

  • Progetti dedicati agli animali e all’amicizia.
  • Simulazioni sportive (calcio) e artistiche (danza).
  • Narrazioni scolastiche e nuove composizioni musicali.
Creatività e amicizia in azione.

Riflessioni finali: il ciclo dell’apprendimento

Maturare competenze autovalutative richiede esercizio costante. Questa attività ci ha insegnato che il coding non è solo una sequenza di comandi, ma un modo per sviluppare una maggiore consapevolezza di sé. Abbiamo chiuso un cerchio per aprirne subito un altro: i bambini ora sanno su cosa devono lavorare di più e sono pronti a farlo con una motivazione rinnovata.

Il percorso continua e i risultati si fanno sempre più inaspettati. Vedremo come evolveranno questi progetti nelle prossime settimane!

E nelle vostre classi, come aiutate gli studenti a diventare consapevoli dei propri progressi? Utilizzate anche voi strumenti digitali per l’autovalutazione?

Raccontateci le vostre strategie nei commenti!


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