Marzo/ Maggio 2026
Docenti: Prof. Maura Marrocu e Maestra Ornella.
Oggi esploreremo come la tecnologia, e in particolare l’Intelligenza Artificiale Generativa, possa trasformarsi da potenziale scorciatoia a incredibile moltiplicatore di pensiero critico e competenze linguistiche. Lo faremo analizzando il progetto di scrittura collaborativa aumentata che ha visto come protagonisti le ragazze e i ragazzi della classe 4^ del IIS “Zappa Pitagora”, indirizzo Scienze Umane, di Isili.
1. Il progetto: le tre fasi della continuità verticale
La vera forza di questo percorso risiede nel suo design didattico, fondato su una continuità verticale autentica che unisce tre diversi ordini di scuola in un processo circolare a lungo termine:
- La scintilla (Scuola Primaria): gli “Smart Kids” della scuola primaria hanno fornito i “semi narrativi” originali (le trame, i personaggi come Yara, Ornella e Mattia, e i colpi di scena) per il sequel del racconto costruito insieme nel percorso precedente, “Una magica giornata sulla neve”. Puoi approfondire qui l’attività.
- L’espansione (Scuola Secondaria di Secondo Grado): le studentesse e gli studenti del Liceo hanno accolto queste idee, lavorando in classe per strutturare un sequel solido e maturo, ma rigorosamente a misura di bambino.
- L’integrazione visiva (Scuola Secondaria di Primo Grado): come l’anno precedente, la storia prodotta dalle superiori passerà ora alle classi della scuola media, che avranno il compito di progettarne e realizzarne le illustrazioni.
- Il prodotto finale (ritorno alla Primaria): una volta pronte le immagini, gli “Smart Kids” – nel frattempo arrivati in 5^ classe – assembleranno testo e illustrazioni all’interno di un vero e proprio E-book, completando un ciclo formativo in cui ogni studente si sente co-autore.
2. Scrittura cooperativa e definizione dei ruoli
Ma entriamo nel vivo del lavoro svolto dalle ragazze e dai ragazzi più grandi. Il laboratorio è entrato nel vivo dividendo la classe in tre gruppi di lavoro cooperativo su Google Doc condivisi.

Per garantire una partecipazione attiva e strutturata, a ciascun membro sono stati assegnati ruoli ben definiti:
- Responsabile della scrittura: curatore della stesura materiale, della fluidità e della qualità lessicale della prima bozza.
- Coordinatore d’inclusione: garante dell’ascolto di tutti i membri e della fedeltà agli spunti iniziali ricevuti dai bambini della primaria.
- Messaggero/Documentarista: il ponte con i docenti per i dubbi tecnici e, soprattutto, il custode del diario di bordo del gruppo.
Clicca qui per navigare l’infografica con la quale è stato presentato l’intero percorso alla classe.
3. Fase 2: il dialogo con l’IA e la metamorfosi dei generi
Una volta completata la prima stesura della storia, i gruppi si sono spostati alla “Postazione IA”.

Le ragazze e i ragazzi hanno utilizzato l’IA come un “consulente editoriale”, mettendone costantemente in discussione gli output attraverso il filtro delle proprie competenze. Il vaglio critico delle studentesse e degli studenti ha accompagnato ogni singola interrogazione dell’algoritmo.
La fase si è articolata in due momenti chiave
- Step A: validazione e ottimizzazione della bozza
I gruppi hanno sottoposto il proprio testo iniziale all’IA ponendo tre quesiti mirati per verificarne la tenuta:
- Coerenza logica: “Analizza questo racconto: sono presenti incongruenze o buchi di trama?”
- Targeting (10 anni): “Il linguaggio e il tono sono adatti a un pubblico di bambini di 10 anni?”
- Espansione narrativa: “Quali dettagli descrittivi o colpi di scena aggiungeresti per arricchire la storia?”
Il vaglio critico in azione: di fronte alle risposte dell’IA, il gruppo si è fermato a discutere. Gli studenti hanno analizzato i suggerimenti con severità: hanno accettato le proposte che fluidificavano la trama o che rendevano i dialoghi più adatti ai bambini, ma hanno rifiutato con fermezza le idee ritenute banali o fuori fuoco. Ogni decisione è stata motivata e registrata dal Documentarista nel proprio diario.

- Step B: la scomposizione e sperimentazione stilistica
Successivamente, ciascun gruppo ha chiesto all’IA di trasformare la storia ottimizzata in genere letterario differente e la loro scelta è ricaduta nel:
- Genere Epico: caratterizzato da toni solenni, formule formulari e atmosfere mitiche.
- Romanzo d’Avventura: focalizzato sul ritmo incalzante, suspense e pericoli da superare.
- Genere Comico: basato su equivoci, battute e situazioni stravaganti (come l’hotel “horror-comico” o le disavventure dei personaggi).
Al termine di tutto il percorso abbiamo ottenuto tre sequel completamente diversi per la stessa storia, sperimentando l’elasticità delle strutture narrative e apprendendo nuove skill specifiche per la scrittura destinata all’infanzia. Anche in questo caso, la riscrittura dell’IA è stata “smontata” e valutata dai ragazzi, che ne hanno saggiato l’efficacia comunicativa rispetto al target dei piccoli lettori. Ad esempio, la prima versione della storia tramutata nel genere epico risultava del tutto inadeguata al target, perciò si è resa necessaria una nuova interrogazione all’IA.
4. Fase 3: la sintesi corale e l’approccio trialogico
L’ultimo passaggio ha visto l’insegnante chiedere all’IA un’operazione di sintesi complessa: generare una storia unica che inserisse in modo armonico i contributi di tutti e tre i sequel (fondendo gli elementi comici, epici e avventurosi sviluppati dai gruppi).
Il risultato finale è piaciuto molto alla classe, ma ha rappresentato anche la prova definitiva della non-infallibilità della macchina. Le ragazze e i ragazzi, dimostrando una competenza di partenza già solida, hanno attivato un ultimo, fondamentale livello di revisione:
- Hanno scovato e corretto gli errori ortografici e le sviste grammaticali commesse dall’algoritmo nella fusione dei testi.
- Hanno smussato ed eliminato espressioni eccessivamente enfatiche, ridondanti o artificiali generate dall’IA, non ritenute idonee o piacevoli per il pubblico della primaria.
Questo esercizio incarna perfettamente l’Approccio Trialogico all’Apprendimento (TLA). L’apprendimento non è una ricezione passiva di nozioni, ma un processo ciclico, che richiede tempi lunghi, arrangiamenti, negoziazioni e miglioramento continuo. Gli studenti, i docenti e lo strumento tecnologico (l’IA) hanno collaborato attivamente avendo come obiettivo comune la co-costruzione di un “artefatto utile” e reale: il libro per i loro piccoli compagni.

5. Alcuni consigli
- L’IA come specchio, non come autore: mettete in chiaro sin dall’inizio che la paternità dell’opera resta degli studenti. L’IA serve come “grimaldello” per stimolare il dubbio, attivare il confronto e generare alternative stilistiche (come la scomposizione nei generi), non per sostituire la mente umana.
- Il Diario del Documentarista come ancora critica: non lasciate che gli studenti interroghino l’IA senza uno strumento di tracciamento. Obbligarli a scrivere perché accettano o rifiutano un suggerimento della macchina interrompe l’automatismo del “copia-incolla” e attiva il pensiero critico profondo.
- Valorizzare l’errore dell’algoritmo: quando l’IA sbaglia la grammatica o esagera con l’enfasi, non intervenite subito. Sfidate la classe a trovare l’errore stilistico. Questo esercizio presume e consolida una competenza linguistica pregressa, rendendo gli studenti fieri del proprio sapere.
Chiamata all’azione: condividi la tua esperienza!
Questo modello di “scrittura potenziata e critica” dimostra che l’Intelligenza Artificiale può diventare la più grande alleata della didattica se inserita in un quadro pedagogico solido e in un percorso di continuità verticale a lungo termine.
E voi, cari colleghi e genitori, cosa ne pensate? Avete mai sperimentato l’uso dell’IA per smontare e rimontare un testo attraverso i generi letterari? Come raccomandereste di gestire il “dialogo iterativo” con le macchine nelle vostre classi per mantenere gli alunni al centro del processo creativo?
Vi aspetto nei commenti per confrontarci e raccogliere idee in vista del seminario formativo!

