Attività del 28/10/2025
Docenti: Simona Ilot
Discipline e obiettivi: Obiettivo Disciplinare (Inglese):
Consolidare attivamente il lessico e le strutture linguistiche dell’unità (Actions and Sports / can/can’t) attraverso l’organizzazione concettuale (mappa) e l’applicazione autonoma.
Obiettivo Trasversale (Metacognitivo/Autonomia):
Sviluppare la capacità di auto-regolazione dello studio e la resilienza didattica, imparando a decodificare la struttura del materiale di testo e a utilizzare in modo funzionale gli strumenti digitali per l’autocorrezione, riducendo la dipendenza dal docente.
Quante volte ci siamo sentiti dire: “maestra, non ho capito”, “maestra, cosa devo fare?”, “maestra, mi aiuti?” prima ancora che l’alunno abbia tentato di leggere la consegna? Sviluppare l’autonomia nello studio è una delle sfide più grandi della scuola primaria, specialmente in una lingua straniera. Dopo aver fatto svolgere ai bambini una prima mappatura del libro di inglese con un focus maggiore sull’unità 1, potete leggere qui l’articolo su questa attività, ho deciso di lasciare che affrontassero l’intera unità senza il mio supporto.
Ho consegnato il libro di testo cartaceo e ho dato una consegna chiara, che suonava più o meno così: “adesso lavorerete in coppia. Il vostro obiettivo è svolgere tutti gli esercizi dell’unità che riuscite a fare senza il mio aiuto. Mentre lavorate, provate anche a distinguere gli esercizi che non si possono fare senza audio da quelli che si possono fare, ma che magari hanno l’audio solo per un controllo finale.” Li ho anche informati che, in un secondo momento, avrei messo gli stessi esercizi in formato interattivo su Classroom, dove avrebbero potuto sia autocorreggersi sia svolgere quelli che richiedevano l’audio. Il mio ruolo? Osservatrice silenziosa.

Come previsto, i primi 5-10 minuti sono stati di “resistenza”. I bambini non si rassegnavano alla mia passività. Hanno provato in tutti i modi a coinvolgermi: sguardi, richiami, dichiarazioni di assoluta incapacità. Io, però, non sono intervenuta e finalmente tutti i bambini hanno smesso di insistere. Visto che la “fonte ufficiale” taceva, hanno dovuto attivare un’altra risorsa: loro stessi e il compagno. Hanno iniziato a discutere attivamente tra loro, cercando di interpretare la consegna in inglese (spesso un semplice “Listen and tick” o “Look and match”). Hanno usato le immagini come appigli per decodificare il compito. Hanno cercato di analizzare la struttura grafica dell’esercizio per capirne il funzionamento. Il mio fine non era semplicemente “far fare gli esercizi”, ma spingerli a ragionare sul come funziona un esercizio: cosa mi chiede? Dove trovo le informazioni? Di cosa ho bisogno per risolverlo?
Dopo circa un’ora di lavoro autonomo e collaborativo (non sono comunque mancati i richiamai a mantenere l’attenzione sul compito), siamo passati alla fase successiva. Ho consegnato i Chromebook.

I bambini hanno potuto:
- Accedere agli esercizi in modalità interattiva.
- Controllare immediatamente le risposte che avevano dato sul libro cartaceo.
- Utilizzare gli ascolti per verificare la pronuncia o la correttezza delle loro ipotesi.
- Svolgere quegli esercizi che avevano correttamente identificato come “impossibili” senza l’audio (ad esempio, gli esercizi di listening comprehension pura).
Questa fase ha chiuso il cerchio dell’autonomia: non solo hanno provato a fare da soli, ma hanno anche potuto verificare da soli, ricevendo un feedback immediato dal software e non da me. Solo alla fine, come ultima fase, ho ripreso il mio ruolo di guida “classica”. Ho proiettato il libro digitale sulla LIM e abbiamo svolto e corretto insieme alcuni degli esercizi, quelli che magari erano risultati più ostici per diverse coppie, consolidando i punti chiave.

I bambini non solo hanno cercato di imparare “can/can’t” e un po’ di lessico in più, ma si sono anche cimentati con i difficili compiti di:
- fidarsi delle proprie competenze.
- Collaborare per trovare una soluzione.
- Gestire la frustrazione di non avere la risposta pronta.
- Sviluppare strategie metacognitive per affrontare un testo (anche un semplice esercizio).
Bilancio dell’attività: punti di forza e criticità
Come per ogni sperimentazione, non tutto è stato immediato. È fondamentale essere onesti su cosa ha funzionato e cosa ha richiesto più fatica.
Le criticità (o meglio, le sfide)
- La resistenza iniziale: come accennavo, la prima reazione è stata di “rigetto”. L’insistenza iniziale nel non voler fare da soli e la continua richiesta del mio intervento sono state la prova più evidente di quanto siano abituati a un apprendimento guidato.
- La difficoltà per i più deboli: per gli alunni con maggiori difficoltà, l’incapacità oggettiva di interpretare la struttura di alcuni esercizi è stata palese. Non si trattava di pigrizia, ma di una reale difficoltà nel decodificare la consegna e la logica dell’esercizio senza un input diretto dell’insegnante.
Punti di Forza
- Sviluppo della resilienza: nessun alunno si è ritirato dal compito. Anche gli alunni più deboli hanno cercato di completare almeno le attività percepite come più semplici, dimostrando una notevole resilienza alla frustrazione.
- Consapevolezza dell’utilità dei supporti: la consegna differita dei Chromebook ha potenziato la consapevolezza dell’importanza dei supporti (in particolare quelli audio) nello studio di una lingua straniera, non come “facilitatori” ma come strumenti necessari.
- Aumento della motivazione intrinseca: la fase finale di correzione alla LIM ha registrato un livello di attenzione e curiosità superiore alla norma. Molti bambini sono intervenuti attivamente, non per chiedere, ma per dimostrare di aver compreso e di aver svolto correttamente gli esercizi in autonomia.
Conclusioni
In conclusione, l’attività ha dimostrato che, sebbene impegnativo, spostare il focus dall’intervento diretto dell’insegnante alla scoperta autonoma dello studente potrebbe produrre benefici significativi. La trasformazione della “resistenza” iniziale in “curiosità” e nel desiderio di dimostrare la propria competenza è stato l’indicatore più forte della necessità di simili interventi, magari intervallati da lezioni più guidate.
La sperimentazione suggerisce che per incrementare l’apprendimento, può essere necessario ridurre l’intervento didattico frontale a favore di un ambiente di apprendimento che stimoli la resilienza, la collaborazione tra pari e l’autovalutazione.

