Storie di carta e di cuori: l’approccio trialogico e l’IA nel Kamishibai dei tesori nascosti


Settembre/Giugno 2026

Docenti: Giulia Scionis, Valeria Boi, Irene Reori. 

Oggi esploreremo come la tecnologia — e nello specifico l’Intelligenza Artificiale Generativa — possa trasformarsi da potenziale elemento astratto a incredibile moltiplicatore di pensiero critico, inclusione e competenze linguistiche nella scuola primaria. Lo faremo analizzando il progetto di lettura e riscrittura creativa aumentata che ha visto come protagonisti i bambini e le bambine della classe 2^ del plesso di Siurgus Donigala.

Un viaggio a forte sfondo inclusivo che ha integrato l’uso delle TIC con la manualità e la riscoperta del territorio. 

Un ringraziamento speciale va alla sig.ra Patrizia della Biblioteca Comunale, a tutti i bambini e bambine che hanno reso magico questo viaggio nel mondo dei libri.

1. Il progetto: l’intreccio tra antica tradizione e intelligenza artificiale

La vera forza di questo percorso risiede nel suo design didattico, fondato su un macro-tema radicato e identitario legato al Progetto di Plesso: “Sardegna: l’Isola dei tesori”. Il percorso ha saputo coniugare il fascino millenario della tecnica giapponese del Kamishibai con le frontiere della progettazione digitale:

  • La scintilla in Biblioteca (Fase 1): l’esperienza è partita nella Biblioteca Comunale di Siurgus Donigala con l’ascolto animato del racconto “Il pesciolino d’oro”. Qui i bambini hanno potuto mettere in pratica le conoscenze legate agli ingredienti e alla struttura del testo narrativo attraverso il contatto con il teatro in legno.
  • La manipolazione (Fase 2): gli alunni hanno costruito un modello cartaceo individuale di Kamishibai, iniziando a familiarizzare con la scomposizione in sequenze e potendo utilizzare la propria creatività.
  • Lo Storybook aumentato (Fase 3): l’IA (Gemini-Storybook) è entrata in gioco per generare il testo di partenza, esito della collaborazione degli insegnanti del Plesso di Siurgus Donigala per il Progetto di Plesso intitolato appunto “Sardegna: l’isola dei tesori”. Da qui i bambini sono partiti per un’approfondita analisi degli elementi costitutivi del testo narrativo, scegliendo insieme le sequenze su cui operare.
  • Il prodotto e la digitalizzazione finali: il percorso si è concluso con la realizzazione di tavole fisiche in formato A3 destinate al Kamishibai, pronte per essere esposte alla mostra di fine anno, e con la loro digitalizzazione per la diffusione sul web.

2. Radici e Territorio: la Biblioteca Comunale come aula diffusa

Un elemento chiave del successo di questa iniziativa è stato il forte legame con il territorio. La scuola non ha lavorato in modo isolato: le attività si sono susseguite con cadenza mensile alternando l’aula scolastica agli spazi della Biblioteca Comunale di Siurgus Donigala.

Questo continuo “dentro e fuori” ha permesso agli alunni di vivere la biblioteca non come un semplice deposito di libri, ma come un luogo vivo di produzione culturale, rafforzando la loro consapevolezza delle peculiarità storiche, ambientali e geografiche della Sardegna.

L’interazione con le risorse locali ha potenziato il senso di appartenenza e l’identità comunitaria dei piccoli cittadini fin dalla seconda classe.

3. Scrittura collaborativa e impalcature (Scaffolding) alla LIM

Il laboratorio è entrato nel vivo quando la classe ha dovuto riscrivere e personalizzare lo script della storia. Divisi in piccoli gruppi e supportati da schede-stimolo basate su domande mirate, i bambini hanno collaborato per stendere le prime didascalie.

Un momento chiave è stato la revisione collettiva alla LIM. Lo schermo interattivo è diventato lo spazio pubblico della classe: il testo prodotto dai gruppi è stato proiettato, discusso, “smontato” e limato collettivamente insieme alle insegnanti. Questo esercizio di scaffolding ha permesso non solo di potenziare le abilità di letto-scrittura e l’arricchimento lessicale, ma ha insegnato ai bambini a negoziare il significato delle parole, sperimentando il valore dell’interdipendenza positiva.

4. L’approccio laboratoriale: dal “Learning by Doing” all’inclusione reale

Completata la parte testuale, gli alunni si sono dedicati alla progettazione visiva e alla creazione delle grandi tavole pittoriche A3. In questa fase, l’approccio del Learning by Doing si è rivelato il più potente motore di inclusione del progetto.

A rotazione e in modalità cooperativa, i bambini hanno sperimentato svariate tecniche grafico-pittoriche:

  • Pittura a spugnetta e tempere;
  • Collage e disegno libero;
  • Art journaling con l’uso di scritte creative.

Questo ricorso intenzionale a molteplici canali di apprendimento (visivi, tattili e uditivi) ha valorizzato i diversi stili cognitivi e modalità di accesso ai saperi. L’ambiente di laboratorio ha garantito una partecipazione serena, collaborativa e attiva di tutti i bambini, ciascuno con i propri bisogni, permettendo a ciascuno di sentire di aver “messo un pezzo di sé” nell’opera comune.

5. Lettura espressiva, autovalutazione e approccio trialogico

L’atto finale del progetto ha visto il ritorno in Biblioteca Comunale per la lettura espressiva ad alta voce del testo definitivo, in cui i bambini si sono alternati didascalia dopo didascalia, sotto la guida della bibliotecaria, per dare voce alle proprie tavole infilate nel Kamishibai in legno.

L’attività è proseguita con un Circle time dedicato alla discussione guidata e all’autovalutazione. I bambini hanno elaborato l’esperienza vissuta non solo a parole, ma anche attraverso la rappresentazione grafica del momento che hanno più apprezzato, avviandosi allo sviluppo delle competenze metacognitive.

Questo intero flusso incarna perfettamente l’Approccio Trialogico all’Apprendimento (TLA). I bambini, le maestre, la bibliotecaria e gli strumenti tecnologici (l’IA per lo slancio iniziale, la LIM per la riscrittura creativa collaborativa e l’audio-libro) hanno interagito in tempi distesi per co-costruire un artefatto reale, utile e dotato di significato per la comunità scolastica e locale.

La fase culminante dell’intero percorso, infatti, ha visto la concreta traduzione delle tavole in formato cartaceo in un vero e proprio artefatto digitale multimediale: la realizzazione di un audio-libro interattivo. Questa transizione dall’analogico al digitale ha incarnato perfettamente il principio trialogico della centralità del “terzo oggetto” (l’artefatto reale e utile), evolvendo parallelamente alle competenze creative e tecnologiche del gruppo classe.

Nello specifico, la produzione si è articolata in due momenti sinergici di forte spessore inclusivo e didattico:

  • La mediazione tecnologica e l’animazione con Canva: I disegni e le illustrazioni realizzati a mano dai bambini non sono rimasti statici sulla carta. Grazie all’uso guidato delle funzioni di animazione della piattaforma Canva, i bambini hanno potuto osservare come sia possibile dare vita e movimento alle proprie creazioni. 
  • La registrazione delle voci: Il valore aggiunto dell’artefatto è stato l’inserimento delle tracce audio con le voci dei bambini stessi, che hanno interpretato e letto ad alta voce i testi della storia. Questo momento ha attivato dinamiche profonde sul piano dell’espressività orale, della regolazione del tono di voce e degli stati emotivi. Inoltre, ha garantito l’accessibilità del prodotto finale, trasformando l’e-book in uno strumento inclusivo fruibile anche attraverso il canale uditivo.
    Il prodotto finale, concreto, interattivo e socialmente condivisibile, ha rappresentato la testimonianza tangibile di un apprendimento significativo, cooperativo e inclusivo, esteso alle famiglie nel corso della mostra finale.

In definitiva, il progetto diviene testimonianza di come una sinergia scuola-famiglia-territorio sia davvero possibile.

6. Alcune riflessioni e suggerimenti

  • L’IA come “seme”, non come testo sacro: l’Intelligenza Artificiale ha fornito l’ossatura della storia (il seme narrativo), ma la vera magia didattica è avvenuta quando i bambini l’hanno stravolta, riscritta e adattata alle peculiarità del proprio territorio. Usatela come attivatore di creatività, mai come punto d’arrivo.
  • Progettare per canali integrati: alternare la scrittura digitale alla LIM con la libertà fisica e tattile della penna, della pittura a spugnetta o del collage permette di mantenere alta la motivazione e riduce le barriere all’apprendimento, promuovendo la coordinazione oculo-manuale, l’attenzione sostenuta e le abilità fino-motorie.
  • Garantire tempi distesi: un progetto inclusivo richiede un approccio step-by-step. Distribuire l’attività con cadenza mensile da novembre a maggio ha permesso l’assimilazione dei contenuti e l’elaborazione affettiva delle relazioni all’interno del gruppo.

Chiamata all’azione: condividi la tua esperienza!

Questo percorso dimostra chiaramente che le metodologie attive, l’arte della tradizionale e gli strumenti digitali possono camminare di pari passo fin dai primi anni della scuola primaria.

E voi, cari colleghi e lettori, avete mai sperimentato il Kamishibai nelle vostre attività di stimolo alla lettura? Come integrate l’Intelligenza Artificiale e l’uso della LIM nella scrittura creativa con i bambini più piccoli?

Vi aspettiamo nei commenti per confrontarci e raccogliere nuove idee per il futuro!


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